Auschwitz – campo di annientamento.

Il campo di concentramento Auschwitz è conosciuto nel mondo come luogo dove si è perpetuato il genocidio ad opera del Terzo Reich. Il campo si trova a circa un’ora di viaggio da Cracovia, è un monumento all’aperto, in cui è possibile vedere i blocchi – luogo di prigionia dei carcerati, forni crematori e camere a gas. Il tour di Auschwitz inizia attraversando il cancello con la famosa scritta “Arbacht macht frei” e solo vederlo produce un grande impatto. È impossibile restare indifferenti di fronte ad un luogo io cui morirono un milione e mezzo di persone. Entrando oggi nel museo, è come se si entrasse in un altro mondo, fatto di dolore, sofferenze, mondo che attraversa diverse religioni, condizioni politiche e situazioni sociali. Sembra incredibile, che si fosse commesso il più grande crimine della storia verso l’uomo.

Stazione d'arrivo dei treni con i deportati
Stazione d’arrivo dei treni con i deportati

Complesso di Auschwitz

Quello che viene chiamato Auschwitz, in effetti non si riferisce ad un solo campo bensì a più campi – campo base Auschwitz, campo di sterminio Birkenau e campo di lavoro Monowitz. Quest’ultimo, si trovava all’epoca vicino ad una fabbrica del gruppo industriale I.G. Farben che produceva durante il secondo conflitto mondiale la gomma sintetica e il carburante al metanoloro – entrambi i materiali destinati allo sforzo bellico di Hitler.
Tutti i campi e sotto – campi erano isolati con il doppio recinto a filo spinato per impedire qualunque forma di contatto con il mondo esterno. La gente che viveva in prossimità venne fatta sfollare. E le loro case furono o demolite oppure occupate dagli ufficiali SS e dalle loro famiglie. La zona d’interesse occupava in totale più di 40 km quadrati. Inizialmente il campo doveva risolvere il problema relativo agli arresti di massa e la conseguente saturazione dei carceri già esistenti ma ben presto si trasformò in uno strumento per dare una soluzione definitiva alla questione ebraica.

Nascita dell’antisemitismo

A seguito della Prima Guerra Mondiale la Germania subì una grande sconfitta – perdita del territorio, iperinflazione, riduzione dell’Esercito e della Marina creò un’idea che tale stato di cose fosse dovuto a forze oscure nonché ad una misteriosa congiura mirante a privare la Germania della sua posizione e del suo potere. Tuttavia il Paese ben presto risorse. Già a meta degli anni 20 raggiunse un altissimo livello culturale e scientifico. Berlino godeva del prestigio della città talmente raffinata e sofisticata che nemmeno Parigi poteva paragonarsi. Nelle università tedesche affioravano le discipline che trattavano dell’evoluzione e dello sviluppo della razza umana. L’uomo del momento fu Charles Darwin. In più, venne portata in auge la disciplina chiamata eugenetica. La parola introdotta da Francis Galton, cugino di Darwin, letteralmente significa “buona nascita” si riferiva allo studio dei metodi volti verso il perfezionamento della specie umana. Già allora si capiva che per mezzo della genetica si potevano alterare o potenziare alcune caratteristiche dei vegetali o animali. Perché dunque non applicare i suoi principi agli esseri umani?


Come si è rivelato a breve, l’ideologia trovò il suolo fertile e sosteneva perfettamente le idée di Hitler e le sue altisonanti teorie sulle origini del popolo tedesco che difficilmente sarebbe potuto sopravvivere se non si fosse sbarazzato dei parassiti che erano ebrei. L’antisemitismo stava per crescere. E quando esplose con grande forza, pareva che sia la cultura che la scienza non si opponessero. Ci si potrebbe chiedere, perché in un paese dal livello di cultura così elevata, le idée anti-semite che valorizzavano una razza a favore del valore della vita umana trovarono il suolo fertile? Perché il paese che diede al mondo i geni come Bach e Goethe diede facilmente la vita alla realtà di Auschwitz? L’unica spiegazione possibile è che le passioni come odio o violenza fanno parte dell’uomo indipendentemente dal livello della cultura o scienza. La capacità di odiare è la parte integrante della biologia umana. Paradossalmente, la cultura e la scienza favorirono di compiere l’Holocausto in quanto sterminare un’enorme numero di gente in breve tempo richiede le conoscienze scientifiche più progredite e le rispetti